DIARREA

La diarrea è un disturbo intestinale che si manifesta come sintomo aspecifico comune a numerose malattie o a condizioni non patologiche. Può essere acuta o cronica, e può dipendere da diverse cause.

Diarrea acuta o cronica?

Parliamo di diarrea quando le feci assumono una consistenza molle e acquosa, con scariche frequenti durante la giornata. A seconda di come si manifesta si può parlare di diarrea acuta o diarrea cronica, che differiscono per la durata dei sintomi: la diarrea acuta infatti dura generalmente da pochi giorni a non più di 2-3 settimane, mentre la diarrea cronica può persistere per mesi.

Come si manifesta

Quando si viene colpiti da diarrea ci si scarica più volte al giorno, con feci solitamente abbondanti e acquose. Lo stimolo che precede le scariche è generalmente molto forte, e soprattutto in caso di diarrea acuta è spesso associato a dolori addominali anche molto intensi.

Quali sono le cause della diarrea

La diarrea acuta è di solito causata da batteri, virus o alcune specie di elminti (vermi) che colpiscono il nostro intestino alterandone l'equilibrio. Tra i principali responsabili della diarrea acuta ricordiamo lo stafilococco (Staphylococcus aureus), l'Escherichia coli, il vibrione del colera (Vibrio cholerae) e la salmonella. In questi casi la terapia mira all'eliminazione del patogeno dall'organismo, ripristinando l'equilibrio intestinale.

La diarrea acuta può anche essere dovuta ad intolleranze alimentari che, impedendo la corretta digestione di alcuni alimenti, inducono l'intestino ad evacuare rapidamente il cibo non digerito. La diarrea può essere inoltre un effetto secondario di alcuni farmaci, come succede ad esempio con alcuni antibiotici.

La diarrea cronica invece è in genere legata a patologie quali la sindrome da colon irritabile e in generale a malattie infiammatorie intestinali quali ad esempio il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa. È anche un sintomo caratteristico della celiachia.

Quando la diarrea è cronica il rischio associato è quello di deficit nutrizionali: l'organismo cioè non riesce ad assimilare alcune sostanze nutritive fondamentali per il suo corretto funzionamento, perché queste vengono espulse troppo velocemente.

Chi soffre di diarrea

La diarrea acuta è, purtroppo!, un'esperienza molto comune, che prima o poi ognuno di noi affronta, anche semplicemente per quella che può sembrare una banale influenza. Una delle manifestazioni più note è la diarrea del viaggiatore: colpisce soprattutto i turisti "occidentali" che in continenti come il Sud-America ma anche l'Africa e l'Oriente, possono entrare in contatto con acqua o cibi contaminati o semplicemente non tollerati dal nostro organismo.

La diarrea cronica come abbiamo visto è sintomo di patologie che colpiscono l'intestino generalmente in età adulta. Chi ne soffre deve quindi rivolgersi al medico di fiducia per individuare il trattamento più adeguato.

FECI DURE

La durezza delle feci è un problema intestinale da non sottovalutare. È bene conoscere le cause di questo disturbo per prevenire la sua comparsa.

Feci dure: come si manifestano?

La consistenza delle feci dipende da quanta acqua è presente nella loro composizione. L'acqua infatti, e i liquidi in generale, vengono riassorbiti dal nostro organismo nell'intestino crasso: la quantità riassorbita dipende dal tempo di permanenza delle feci in questo tratto dell'apparato digerente.

Quando questo processo avviene in modo fisiologico, le feci presentano una consistenza morbida, quasi soffice, ma quando il loro contenuto in acqua è scarso queste assumono un aspetto nodoso, arrivando ad assumere la forma di "palline" dure nei casi più importanti di disidratazione.

Ne sa qualcosa chi soffre di stitichezza, per cui le feci dure sono un fenomeno tipico, ma possono essere presenti anche se ci si scarica con frequenza regolare. In entrambi i casi, la defecazione è spesso associata a dolore e, nei casi più gravi, a piccoli traumi delle pareti anali.

Quali sono le cause delle feci dure e come possiamo prevenirle

Un'alterazione del corretto equilibrio idrico è alla base di una variazione nella consistenza delle feci. Per far sì che il nostro organismo abbia sempre a disposizione la corretta quantità di acqua, è importante assumere circa due litri di liquidi durante il giorno. Il corpo umano infatti è costituito al 75% di acqua e durante il processo digestivo transitano nell'intestino fino a 9 litri di liquidi al giorno!

La vita sedentaria gioca, in questo caso, un ruolo importante, perché tende a rendere l'intestino più pigro. Stare seduti alla scrivania per lunghi periodi, quindi, di certo non stimola la digestione! È invece importante fare attività fisica, perché gli esercizi che stimolano i muscoli addominali hanno un influsso positivo sull'attività dell'intestino ed esercitano sullo stesso un effetto simile ad un massaggio.

Anche le persone stressate spesso soffrono di feci dure. Chi ha sempre da fare e non si concede delle pause, non ha quasi neanche più il tempo per andare in bagno. In questo caso le feci vengono inconsapevolmente trattenute dal nostro organismo, fino a diventare dure. È quindi necessario concedersi delle piccole pause di riposo ed ascoltare i segnali del proprio corpo, cercando di capire come sta e di cosa ha bisogno.

Un altro fattore che incide molto sulla consistenza delle feci è l'alimentazione. Alcuni cibi, specialmente quelli ricchi in fibre, sono in grado di gonfiarsi d'acqua nell'intestino, aumentando il contenuto di liquido nelle feci e rendendole morbide. Le fibre, contenute in gran quantità in frutta, verdura, legumi e farine integrali svolgono quindi un'importante funzione e la loro presenza nella nostra dieta quotidiana è fondamentale.

Chi soffre di feci dure dovrebbe evitare, invece, cibi raffinati e ricchi di zuccheri semplici, che proprio perché facilmente digeribili e assimilabili dal nostro intestino tendono a impigrirlo.

Inoltre è importante non solo come si mangia, ma anche quanto! L'introduzione di un'adeguata quantità di cibo (quindi senza esagerare!) stimola infatti maggiormente l'attività dell'intestino rispetto a quantitativi scarsi. Anche consumare i pasti ad orari fissi educa l'intestino ad una sana routine, mentre mangiare ad orari sempre differenti potrebbe renderne più difficile e saltuaria l'attività, favorendo la formazione di feci dure.

Chi soffre di feci dure

Ognuno di noi può soffrire saltuariamente di questo problema. Stress, vita sedentaria e dieta sbilanciata sono infatti condizioni molto comuni! Per questo è importante dedicarsi, quando possibile, all'attività fisica, nonché ritagliarsi pause e momenti rilassanti magari accompagnati da una sana merenda a base di frutta e un bel bicchiere d'acqua!

Le feci dure sono frequenti in caso di stitichezza, anche causata da patologie (come tubercolosi intestinale o endometriosi) o come effetto secondario di alcuni farmaci (ad esempio alcuni antiacidi o diuretici)

SINDROME DA COLON IRRITABILE

La sindrome da colon irritabile è un disturbo intestinale piuttosto diffuso. Conoscerne i sintomi e le cause può aiutare a prevenire l'insorgere di questa patologia dell'intestino.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni della sindrome da colon irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) sono nausea, stitichezza o feci dure, diarrea, dolore addominale, crampi, eccessiva produzione di gas, fino alla presenza di muco nelle feci. Questi sintomi possono variare da persona a persona, e presentarsi solo per alcuni mesi per poi calmarsi, o persistere nel tempo facendo peggiorare progressivamente il quadro clinico. Nei casi più gravi il disturbo può essere invalidante, rendendo impossibile a chi ne soffre svolgere un'attività lavorativa o compiere spostamenti anche brevi.

Quali sono le cause?

La sindrome da colon irritabile, e i relativi sintomi, sono legati ad un'alterazione delle contrazioni muscolari del colon, che nelle persone sane regolano il transito delle feci e la loro espulsione. Questa alterazione può provocare due disturbi apparentemente opposti: quando il transito è troppo veloce a causa di contrazioni più intense compare la diarrea, mentre quando le contrazioni sono deboli e poco frequenti si va incontro a feci dure o stitichezza, causate da una discesa troppo lenta delle feci lungo il colon.

Non è nota una causa unica che determina questa sindrome, anche se è stato appurato che ha un'origine nervosa. Le contrazioni muscolari alla base dei movimenti peristaltici sono infatti regolate da una fitta rete di neuroni che avvolge l'intero tubo digerente.

Va da sé che lo stress può avere un ruolo determinante nell'alterazione dei movimenti dell'intestino. Per questo, la cura del colon irritabile prevede sia il trattamento delle manifestazioni a livello intestinale che l'utilizzo di farmaci antidepressivi così come esercizi di rilassamento.

Anche la dieta può innescare o peggiorare i sintomi della IBS; alcuni alimenti sembrano anzi avere un ruolo più importante di altri nel provocarla. Tra questi troviamo grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati, alcool, bevande gassate o contenenti caffeina, dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, …), marmellata, frutta (in particolare pesche, pere e prugne), alcune verdure (cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano) e spezie. Per alcuni soggetti i cibi ricchi in fibre alimentari sono invece utili per alleviare i sintomi, soprattutto in caso di stitichezza, dato che favoriscono l'evacuazione.

Nelle donne che soffrono di colon irritabile i sintomi possono peggiorare durante il ciclo mestruale mensile, il che suggerisce una possibile correlazione tra la sindrome e la regolazione ormonale.

L'IBS inoltre può manifestarsi in seguito ad infezioni batteriche dell'intestino, e in questo caso prende il nome di sindrome del colon irritabile post-infettiva.

Chi ne soffre?

La sindrome da colon irritabile colpisce soprattutto le donne e generalmente i primi sintomi si manifestano prima dei 35 anni di età.

STITICHEZZA

La stitichezza è un disturbo intestinale molto diffuso e si manifesta in due forme, acuta o cronica. Approfondiamo quali sono i sintomi e le cause di questa alterazione dell'equilibrio intestinale.

Stitichezza acuta o cronica

Si parla di stitichezza acuta quando questo problema si presenta occasionalmente, come fosse una variazione passeggera nella normale frequenza del proprio ritmo intestinale. Quando invece questo sintomo persiste nel tempo e non si riesce a riequilibrare l'attività del proprio intestino si parla di stitichezza cronica.

Come si manifesta la stitichezza

Quando si sta bene e il nostro intestino funziona regolarmente si tende ad evacuare da più volte al giorno ad un minimo di tre volte a settimana. Si parla di stitichezza quando una persona presenta una frequenza di scariche inferiore alle tre volte a settimana.

Quando si soffre di stitichezza i sintomi sono vari: ci si sente gonfi, si tende a soffrire di flatulenza e di un senso di malessere in generale. Inoltre l'evacuazione è spesso associata a dolore all'addome e al retto e richiede grossi sforzi, con feci maleodoranti e dure. Questo può rendere ancor più difficile e dolorosa la defecazione, innescando un meccanismo psicologico per cui involontariamente si trattiene lo stimolo, peggiorando la situazione!

Quali sono le cause

Le cause della stitichezza acuta o cronica possono essere molteplici. In generale, l'origine fisiologica del problema è il rallentamento del transito delle feci nell'intestino crasso, che ne riassorbe eccessivamente l'acqua. Le feci diventano quindi più dure e difficili da evacuare.

Questo processo può essere dovuto a diversi fattori quali: una dieta povera di fibre (che si gonfiano nell'intestino assorbendo acqua), una scarsa assunzione di liquidi, poco esercizio fisico o vita sedentaria, stress e cambiamenti continui nella routine quotidiana, effetti secondari di alcuni farmaci, il continuo ignorare lo stimolo ad andare in bagno.

Chi soffre di stitichezza

La stitichezza è un problema diffuso tra le persone di tutte le età, ma interessa soprattutto anziani e bambini, con una predisposizione delle donne generalmente maggiore rispetto agli uomini.

Negli anziani soprattutto, la comparsa di stitichezza è spesso dovuta ad una minor assunzione di liquidi e ad una vita più sedentaria.

Anche le donne in gravidanza soffrono spesso di stipsi. Soprattutto in questo caso sarà quindi importante seguire un'alimentazione adeguata e consultare un medico prima di assumere farmaci!

Anche nel caso si sospetti che il problema sia legato ad effetti secondari di farmaci che si stanno assumendo è importante consultare il proprio medico o farmacista.

Stitichezza del neonato e dei bambini
Stitichezza in gravidanza