COME FUNZIONA

L'intestino è un organo a forma di tubo lungo circa 7 metri e ripiegato su se stesso all'interno dell'addome. Le due porzioni principali in cui è suddiviso sono intestino tenue e intestino crasso.

Cosa avviene all'interno dell'intestino?

Nella prima porzione dell'apparato intestinale continuano i processi digestivi cominciati nello stomaco, e le molecole ottenute dalla scissione degli alimenti cominciano ad essere assorbite. Nell'intestino tenue ha luogo la maggior parte dell'assorbimento delle sostanze nutrienti che, attraverso le sue pareti, raggiungono il circolo sanguigno e quindi tutti i nostri organi. Nell'intestino tenue, invece, viene assorbita l'acqua presente nella parte indigeribile degli alimenti. A seconda del diverso tratto intestinale vengono dunque scissi e assorbiti nutrienti diversi, mentre gli scarti vengono poi evacuati sotto forma di feci.

Intestino e flora batterica

All'interno dell'intestino risiede inoltre la flora batterica intestinale: si tratta di una popolazione costituita da 400-500 specie diverse di batteri cosiddetti simbionti, che cioè vivono insieme a noi in un rapporto di beneficio reciproco. Questi batteri infatti sono liberi di vivere e riprodursi nel nostro intestino, trovando qui le giuste condizioni e sostanze necessarie per la loro sopravvivenza, e parallelamente svolgono funzioni essenziali per il benessere del nostro organismo, come il supporto alla digestione nel processo di assorbimento dei nutrienti, e la difesa dell'organismo da altri microrganismi potenzialmente nocivi che penetrano nel nostro corpo attraverso gli alimenti che mangiamo.

Scoprine di più

IL PROCESSO DIGESTIVO

Il processo digestivo permette la trasformazione del cibo in componenti fondamentali per il funzionamento del nostro metabolismo, e quindi per la nostra vita!

Come funziona la digestione?

La buona digestione, come suggerisce la saggezza popolare, comincia in bocca: qui il cibo viene triturato grossolanamente grazie alla masticazione, prendendo il nome di bolo alimentare. Anche la saliva ricopre un ruolo importante nel processo digestivo: non solo perché lubrifica il bolo facilitandone poi l'ingestione, ma anche perché è ricca di enzimi digestivi, particolari proteine che scindono il cibo in componenti più piccoli e assimilabili (cioè utilizzabili dal nostro organismo). Ecco perché maggiore è la permanenza del cibo in bocca, più facile sarà la digestione!

Attraverso l'esofago il bolo raggiunge lo stomaco, un ambiente estremamente acido in cui il cibo viene rimescolato e "liquefatto". Qui il bolo prende quindi il nome di chimo, che viene man mano convogliato verso l'intestino.

Nella prima parte del tratto intestinale, l'intestino tenue, i succhi digestivi - ricchi di enzimi - continuano la scissione del chimo, che prende ora il nome di chilo, in molecole sempre più piccole e semplici che verranno qui assorbite. In particolare in questo tratto vengono assorbiti zuccheri, grassi e aminoacidi (derivanti dalla digestione delle proteine).

Per "assorbimento dei nutrienti" si intende il loro passaggio dall'intestino al sangue, attraverso la parete intestinale. Tale parete ha una superficie assorbente di ben 300 metri quadri! Ma com'è possibile che una superficie simile occupi così poco spazio? Grazie alla presenza dei villi intestinali, cioè piccole e numerosissime "gobbe" della parete stessa, che permettono così la "compattazione" della parete.

Nell'intestino crasso, seconda porzione dell'intestino, la digestione prosegue con il riassorbimento dell'acqua e dei sali minerali, mentre il cibo non digerito viene espulso sotto forma di feci. Ogni giorno infatti durante il processo digestivo vengono riversati nell'intestino, sotto forma di liquidi introdotti con la dieta, succhi digestivi e saliva fino a 9 litri di liquidi! È importante quindi che tali liquidi vengano riassorbiti per non sbilanciare l'equilibrio idrico del corpo.

Alterazioni del processo digestivo

La quantità di liquidi riassorbiti dipende dal tempo di transito del chilo nell'intestino crasso: se il materiale digerito si muove troppo velocemente in questo tratto, non verranno riassorbiti abbastanza liquidi e si potranno manifestare episodi di diarrea (rimarrà infatti molta acqua insieme agli scarti da evacuare).

Viceversa, se questo processo è troppo prolungato, verrà riassorbito molto liquido e si avranno di conseguenza feci dure, che renderanno difficile e dolorosa la defecazione; in alcuni casi si manifesteranno episodi di stitichezza.

I MOVIMENTI PERISTALTICI

La peristalsi intestinale è dovuta alla contrazione della muscolatura involontaria liscia presente nelle diverse porzioni del sistema digerente - dall'esofago all'intestino - che viene attivata dal passaggio del bolo alimentare. Durante la peristalsi le fibre muscolari si contraggono e decontraggono in maniera coordinata, traducendosi in un movimento simile a quello di onda della durata di circa 7 secondi ciascuno.

A cosa serve la peristalsi?

I movimenti peristaltici contribuiscono a spingere il bolo alimentare lungo il suo percorso, dall'esofago all'ano, rimescolandolo costantemente. Nell'intestino, grazie a questi movimenti, il cibo in via di digestione viene inoltre spinto verso le pareti, favorendo così l'assorbimento di sostanze nutritive.

LE FUNZIONI DEI SINGOLI ORGANI

Tutto ciò che mangiamo subisce un complesso processo di digestione basato sul coinvolgimento di numerosi organi, ognuno con una specifica funzione. L'elenco qui di seguito chiarisce meglio le diverse attività di ciascun organo del sistema digerente.


BOCCA
la masticazione è importante per la macinazione grossolana del cibo. La saliva, inoltre, contiene enzimi digestivi, in particolare quelli deputati alla digestione dell'amido (contenuto ad esempio in patate, pane e pasta).
FARINGE
sede della deglutizione del cibo sminuzzato, che prende il nome di bolo alimentare.
ESOFAGO
è un "tubo" lungo circa 25-30 cm attraverso il quale il bolo raggiunge lo stomaco. Attraverso i movimenti peristaltici, contrazioni involontarie della muscolatura, quest'organo permette il passaggio del bolo anche a testa in giù!
CARDIAS
punto di giunzione tra esofago e stomaco; grazie alle sue contrazioni muscolari il passaggio del bolo è consentito solo dall'alto verso il basso ostacolando il reflusso, cioè la risalita dei succhi gastrici e del cibo verso l'esofago.
STOMACO
organo a forma di sacco, contiene il cibo ingerito regolandone l'ingresso graduale nell'intestino. Grazie all'azione dei succhi gastrici, il bolo alimentare viene ulteriormente scisso in componenti via via più piccole, assumendo infine un aspetto liquido e noto come "chimo".
PILORO
valvola che regola il passaggio del chimo dallo stomaco all'intestino, impedendo il suo ritorno nello stomaco.
CISTIFELLEA (O COLECISTI)
piccolo organo a forma di pera che immagazzina la bile prodotta dal fegato, convogliandola nel duodeno quando il chimo passa dallo stomaco all'intestino, prendendo il nome di chilo.
FEGATO
ghiandola più voluminosa del corpo umano, svolge numerose funzioni necessarie per il nostro metabolismo. Il suo ruolo nella digestione è quello di produrre la bile, responsabile della digestione dei grassi.
PANCREAS
grossa ghiandola che produce e secerne succhi per la digestione di proteine, grassi e zuccheri e due ormoni per il controllo della quantità di zucchero nel sangue (insulina e glucagone).
INTESTINO
organo dell'apparato digerente deputato alla digestione e all'assorbimento delle sostanze nutritive, suddivisibili in due grandi porzioni, l'intestino tenue e l'intestino crasso.
DUODENO
prima porzione dell'intestino tenue, lungo circa 20-25 cm. Riceve la bile (dalla cistifellea) e i succhi pancreatici (dal pancreas), grazie ai quali il chilo viene digerito.
DIGIUNO
secondo tratto dell'intestino tenue, dove avviene gran parte dell'assorbimento delle sostanze nutritive.
ILEO
porzione finale dell'intestino tenue, assorbe principalmente la vitamina B12 ed eventuali alimenti non assorbiti dal digiuno.
CIECO
prima porzione dell'intestino crasso, lo collega all'intestino tenue.
COLON
(suddiviso in ascendente, trasverso, discendente e sigma): rappresenta la maggior porzione dell'intestino crasso. Qui avviene il riassorbimento di acqua, sali minerali e vitamine.
RETTO
qui vengono contenute le feci in attesa della defecazione.
ANO
apertura verso l'esterno dell'apparato digerente, attraverso la quale avviene l'espulsione delle feci.